Portare i più piccoli a Gesù

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Portare i più piccoli a Gesù

L’India, paese enorme, abitato da un miliardo e trecentomila persone, definito un mammut, un pachiderma, con un’economia in costante crescita, soffre attualmente di un tasso di analfabetismo del 25,96%. Sicuramente molti progressi sono stati fatti dall’epoca dell’Indipendenza: nel 1951 il tasso dell’alfabetizzazione era del 18,33%, attualmente, nel 2011, anno dell’ultimo censimento, era salito al 74,04%.

Non è, tuttavia, un vanto per qualsiasi governo che circa 330 milioni di persone non abbiano alcun accesso all’istruzione primaria: lo sviluppo della nazione e il tenore di vita dei suoi abitanti dipendono in larga misura dall’istruzione fornita al popolo.

La Chiesa cattolica è impegnata nell’opera di istruzione su larga scala, in India è seconda solo al governo, anche se i cattolici battezzati sono solo l’1,55%.

Le Figlie del Sacro Cuore arrivarono per la prima volta nello stato indiano meridionale di Telengana nel 2010, rispondendo all’invito del Vescovo della Diocesi di Khammam, e venne loro affidata la cura della Sacred Heart English Medium School a Danavaiguda, una zona nei sobborghi della città capoluogo di Khammam. Il 2020, quindi, ricorre il decennale della fondazione della scuola.

Le sorelle impegnate attualmente sono felici dei risultati raggiunti, anche se continuano ad esaminare l’efficacia della loro missione per implementarla.

La Sacred Heart English Medium School è per noi motivo di gioia, in quanto costituisce il passo primario dell’evangelizzazione in un paese pluralistico come l’India e attraverso il nostro coinvolgimento nel campo dell’educazione siamo partecipi anche dello sviluppo della nazione. Le missionarie pioniere di Telengana furono, Srs.Maia Paul, Paulin, Jesty e Hysbi che senza dubbio posero basi solide in questa terra umida e calda. Poi arrivarono Srs. Jishi ,Sonia, Smitha, Movin e Sheela che trasformarono la missione in quello che è divenuta oggi.

 La scuola non è grande, ma è la presenza di queste suore a renderla speciale e proprio per questo viene scelta dai genitori, i quali, pur non avendo possibilità economiche, hanno le stesse aspirazioni di qualunque altro genitore indiano che vuole offrire il meglio ai propri figli e il meglio è una buona istruzione.

Anche se la condizione delle scuole governative nell’India meridionale è di gran lunga migliore rispetto al resto del paese, il metodo inglese è il motivo principale per cui i genitori preferiscono la scuola privata rispetto a quella governativa. Infatti, ci sono molte scuole private sparse ovunque e gestite da gruppi diversi, ma il cui scopo principale è il profitto.

Le scuole cattoliche svolgono un ruolo vitale, perché non antepongono i loro interessi a quelli dell’educazione e dell’istruzione.

Siamo consapevoli dell’esistenza di una povertà diffusa in India e i genitori non hanno grandi possibilità, tuttavia vogliono educare i loro figli in una buona scuola. Siamo consapevoli del mandato che il Signore ci ha affidato, di prenderci cura degli ultimi, per questo chiediamo una tassa scolastica modesta che, però, non è sufficiente a soddisfare tutte le esigenze della scuola. L’opera delle consorelle ha permesso di superare tutte le inadeguatezze e di spingere la nostra scuola a livelli alti, la migliore scuola della regione. Rispondono infatti alle richieste delle famiglie: insegnanti altamente qualificati, disciplina perfetta, l’eccellenza nelle attività curricolari, co-curriculari ed extra curriculari. Il tutto a un costo per loro accessibile e per questo abbiamo tantissime richieste.

Mentre ci assicuriamo che l’insegnamento e l’apprendimento in classe si svolgano in modo impeccabile, coinvolgiamo anche i nostri studenti in molteplici attività che plasmano il loro carattere in esseri umani maturi e responsabili. Nel recente passato, in India abbiamo assistito a sforzi mirati a dividere le persone tra “noi e loro”. E’, invece, dovere delle nostre scuole insegnare agli studenti a vivere armoniosamente e ad eliminare le barriere tra le persone.

“Ricompensa e punizione” sono le parole d’oro degli educatori. Noi, invece, abbiamo messo in atto un sistema in cui la ricompensa pesa più della punizione. Ogni singolo risultato degli studenti è adeguatamente ricompensato. Gli insegnanti preparano scrupolosamente le proprie carte premio. Le danno agli studenti ogni volta che le meritano. Abbiamo visto studenti che ostentavano le loro carte a casa, a scuola e ovunque andassero. Sono orgogliosi della loro scuola. L’assenza di ricompensa è stata resa la punizione scolastica più grande.

 La nostra cura principale è verso i più piccoli. Li prendiamo da bambini, poiché la formazione in bravi cittadini dovrebbe iniziare dall’asilo. Proprio come i loro compagni più grandi, sono continuamente monitorati per la pulizia personale, il comportamento e la disciplina.

Noi cinque sorelle della comunità siamo felici della nostra scuola, dall’alba al tramonto è il nostro mondo. Ogni sera andiamo a dormire con un senso di gratificazione. Gesù voleva che i bambini venissero a lui, non era contento di coloro che non glieli facevano avvicinare. Come persone consacrate non dimentichiamo mai che è nostro dovere portare tutti i bambini del mondo a Gesù. E lo facciamo, consapevoli dell’impegno necessario quando diciamo di volerlo fare.

 

Sr. Sofiya DSHJ

 

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