STILE “SACRO CUORE”

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STILE “SACRO CUORE”

STILE “SACRO CUORE”

Quando leggo le lettere che arrivano dalle piccole realtà delle Missioni delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, mi sorprendo a riflettere che il loro impegno è comunque rivolto all’educazione dei bambini e dei giovani, attraverso la formazione dei genitori. Le suore si trovano spesso a vivere situazioni difficili, in zone povere e arretrate, in cui i primi a soffrire sono le donne e i bambini vittime dell’ignoranza e della superstizione. Tuttavia, nelle loro attività non manca mai la gioia; gli insegnamenti, anche religiosi, vengono dati quasi con “leggerezza”  le FSCJ offrono non solo la loro preparazione, ma soprattutto il sorriso dell’amore.

Malgrado siano suore, sembrano aver scelto la famiglia, proprio come me.

Le ho conosciute direttamente al momento di iscrivere mia figlia quattordicenne nel loro Istituto di Grottaferrata, lo stesso Istituto frequentato dal padre, dalla nonna, dalle zie, in cui addirittura mio suocero aveva insegnato negli anni cupi del dopoguerra. Insomma, l’unica “forestiera” ero io.

L’incontro con Madre Beatrice, allora responsabile della Scuola Superiore, fu subito accattivante e mi ritrovai, mio malgrado, nel loro “ingranaggio”, fatto di incontri formativi, di momenti di preghiera, di ascolto di quelle che potevano essere le difficoltà e i bisogni delle allieve e delle loro famiglie.

Non mancavano i momenti festosi in cui ritrovarsi insieme con gioia e serenità, noi e le suore accoglienti e serene: si divertivano anche loro al momento dei giochi e all’estrazione dei premi dell’immancabile lotteria finale, orgogliose di mostrare il frutto del loro operato, le “nostre” splendide figlie che si preparavano ad essere donne mature e consapevoli.

Sono passati trent’anni e sono ancora legata a loro per via dell’Alamis, una realtà laica, ma ispirata alla spiritualità di Santa Teresa Verzeri, che sostiene le loro Missioni e le opere rivolte agli ultimi. Piccola cosa il mio operato a confronto di quanto le suore fanno con scarsità di mezzi e di persone: i bisogni sono tanti, loro sono poche.

Non si stancano di aiutare e di diffondere la Catechesi anche in paesi dove i Cattolici sono una minima parte, come per esempio in Romania, solo l’1%, o in Africa dove accolgono 60, 80 bambini per aula, che raggiungono la scuola dopo un lungo cammino a piedi, pur di ascoltare le lezioni, o in India, o in America latina…E ovunque, dove è possibile, incontri con le mamme, doposcuola attivi, teatro, feste, canti, piccole merende preparate durante le lezioni di cucina e condivise… Insomma, è lo stile Figlie del Sacro Cuore, fatto di sapiente semplicità, sempre con il sorriso sulle labbra e gli abiti svolazzanti: vanno sempre di fretta, hanno troppo da fare.

Paola Molinari

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